“Cambiamento Demografico e Pulizia Etnica di Afrin”

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato stampa pervenuto da UIKI Onlus

Il Forum Internazionale ‘Cambiamento Demografico e Pulizia Etnica di Afrin’

Il Forum Internazionale sul Cambiamento Demografico e Pulizia Etnica di Afrin è iniziato nella città di Amude del Nordest Siriano. Il forum internazionale è organizzato dal Centro di Studi Strategici del Rojava e vi partecipano politici e intellettuali, tra cui personalità celebri da tutto il mondo. Il Forum parla dell’occupazione turca e dei suoi alleati e delle pratiche di pulizia etnica, insieme ai crimini commessi dalla Turchia e dai mercenari contro l’umanità. Il discorso di apertura è stato tenuto dal Dr. Ehmed Sino, un esecutivo del Centro Ricerche Strategiche del Rojava. A seguire è stato presentato un film sugli attacchi su Afrin dello stato turco.

Il Documentario “The Cry of Afrin”

Il Forum Internazionale ‘Cambiamento Demografico e Pulizia Etnica di Afrîn’ è iniziato nella città di Amude del Nordest Siria. Il forum è organizzato dal Centro per gli Studi Strategici in Rojava (NRLS) e vi partecipano politici e intellettuali, tra cui personalità celebri da tutto il mondo.Il Forum parla dell’occupazione turca e dei suoi alleati e delle pratiche di pulizia etnica, insieme ai crimini commessi dalla Turchia e dai mercenari contro l’umanità.

Durante il Forum è stato presentato il film documentario “The Cry of Afrin” preparato dal Centro per gli Studi Strategici in Rojava sull’invasione militare turca nel cantone di Efrîn nel nord della Siria. Film documentario riguarda l’occupazione militare turca avviata a gennaio. Nel film vengono documentate riprese originali dell’occupazione militare e racconti di testimoni oculari. Il film della durata di cinquanta minuti con sottotitoli in inglese. Video contiene scene di violenza, soggetto a limiti di età!

Il primo giorno del Forum ha visto la partecipazione del politologo e direttore del Centro di Ricerche sulla Siria Xalid Isa, del politico curdo Hatip Dicle, del presidente del Centro Studi per il Nord Africa e il Medio Oriente Udo Ştanbax, del portavoce del Comitato Diplomatico del TEV-DEM Aldar Xelil, dell’esperta sull’Iran e il Medio Oriente Fereh Sabir Mihemed, del Ministro per i Diritti Umani del Sud Kurdistan e politologo Mihemed Ihsan, del Direttore del Programma per il Peace-Building e i Diritti Umani dell’Istituto della Columbia University per lo Studio dei Diritti Umani David Philips.

Sabir: “C’è un genocidio culturale e linguistico ad Afrin”

Fereh Sabır, docente di Storia Moderna ed esperta nel Medio Oriente, Iran e Turchia, ha parlato al Forum Internazionale sul Cambiamento Demografico e la Pulizia Etnica ad Afrin. La prof.ssa Sabır ha sottolineato come le politiche turche attuate nella regione abbiano creato una situazione grave. Il presidente Erdoğan, ha affermato Sabır, dovrebbe rispettare le norme internazionali e I diritti dei paesi vicini. Ad Afrin, ha affermato, sono stati condotti popoli di altre regioni e altri paesi per cambiare la composizione demografica della città e dell’area.

La prof.ssa Sabır ha aggiunto: “Vorrei sottolineare che quello che sta accadendo ad Afrin è un genocidio linguistico e culturale. La Turchia sostiene di condurre politiche moderate e di creare nuovi sviluppi nella regione, ma la realtà sul campo prova il contrario. Si vede chiaramente che la Turchia sta conducendo politiche brutali nella regione.”

Lo scopo della Turchia è occupare la regione, ha affermato Sabır, aggiungendo: “Lo scopo della Turchia è chiaro. La Turchia sostiene che queste politiche servono in realtà a garantire la propria sicurezza. Tutti sanno, tuttavia, che le aree liberate della Siria Settentrionale erano conosciute per la propria sicurezza dal primo giorno della crisi siriana. L’intervento turco ha causato un deterioramento di fiducia e un conflitto nella regione. In più, la Turchia vuole rimuovere le SDF a est dell’Eufrate. Vuole intervenire nelle regioni a est dell’Eufrate. La Turchia vuole dire la sua sul futuro della Siria e, quindi, sta provando a imporre le proprie politiche alla regione. La Turchia sta attuando una politica di turchizzazione.”

Sulle relazioni Russia-Turchia, Sabır ha affermato: “Questa relazione è costruita sugli interessi. La Russia vuole preservare la legittimità del regime siriano. L’occupazione di Afrin è il risultato di una contrattazione tra Russia e Turchia. La Russia, per garantire l’influenza del regime e il dominio su Idlib, ha permesso alla Turchia di occupare Afrin.”

Parlando dei tentativi della Turchia di costruire un’alleanza politica e militare con gli Stati Uniti, Sabır ha affermato che la Turchia vuole impedire al popolo della Siria Settentrionale di partecipare alla soluzione della crisi siriana. La prof.ssa Sabır ha concluso il proprio discorso affermando che l’Iran ha dato assistenza alla Turchia per poter rimanere in Siria e proteggere le forze del regime. Tehran sa che gli sviluppi nella regione avranno alla fine un impatto sulle relazioni con la Turchia.

Philips: importante e positiva l’esperienza della Siria Settentrionale

“I curdi, che hanno progetti democratici, hanno pagato il prezzo non solo per loro stessi ma per il mondo intero. Le prove di questi sacrifici sono sotto gli occhi di tutti e non dovrebbero mai essere dimenticate. Diremo questo al mondo intero.”

Nel proprio intervento, David Philips ha affermato di aver trovato positiva e importante l’esperienza dell’Amministrazione Autonoma della Siria Settentrionale e Orientale e ha ringraziato l’ex Ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner per il sostegno a questa esperienza.

“Ho trovato l’esperienza del Rojava importante” ha affermato Philips. “Non sono venuto qui solo per conoscere il Rojava. Sono venuto per mostrare i massacri sofferti dal popolo della regione al mondo intero. Una tale esperienza democratica così come di liberazione delle donne è importante per la Siria e il mondo intero. Continueremo la nostra lotta per far conoscere a tutto il mondo questa esperienza. Non dobbiamo chinare il capo di fronte all’oscurità.”

Sottolineando che quanto accaduto ad Afrin è stato un crimine contro l’umanità, Philips ha affermato: “Quanto accaduto ad Afrin dovrebbe essere spiegato attraverso il mezzo cinematografico. Il mondo intero dovrebbe vedere la lotta che è stata portata avanti qui. Il governo siriano è responsabile di ciò che sta accadendo e dovrebbe essere aperta un’indagine.” C’è una chiara violazione del territorio siriano, ha affermato Philips, continuando: “Se uno stato non riesce a proteggere il proprio territorio, significa che i paesi europei dovrebbero fare la propria parte qui. C’è l’Unione Europea. Bisognerebbe fare una critica riguardo ciò. Allo stesso tempo, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU deve intervenire. Dall’altra parte, c’è bisogno di immagini e foto per documentare i crimini contro l’umanità commessi ad Afrin”.

Phillips ha rivolto un appello all’Amministrazione Autonoma della Siria Settentrionale, affinché siano raccolte prove dei massacri condotti ad Afrin e si crei un museo.Affermando che lo stato turco ha commesso un crimine contro l’umanità ad Afrin, David Phillips ha detto che lo stesso ha anche violato i diritti ONU materiali e morali dei popoli. Philips ha anche condannato quelli che rimangono in silenzio riguardo ciò che sta accadendo ad Afrin: medici dello stato turco, giornalisti e organizzazioni della società civile di fatto legittimano gli abusi dei diritti umani della Turchia e il piano turco di assimilazione dei curdi ad Afrin, tra cui le conversioni forzate all’Islam.

Philips ha affermato: “Dico ad alta voce che lo stato turco è uno stato terrorista. Lo stato turco sta commettendo un crimine in maniera pianificata. Il popolo del Rojava ha dei principi e si sta difendendo. Tutti quanti devono accettarlo adesso. L’amminsitrazione regionale del Rojava dovrebbe raccogliere la necessaria documentazione per le vittime degli attacchi dello stato turco.” Il popolo curdo in tutte le parti occupate del Kurdistan dovrebbe essere finalmente libero, ha affermato Philips, aggiungendo: “I curdi, che hanno progetti democratici, hanno pagato il prezzo non solo per loro stessi ma per il mondo intero. Le prove di questi sacrifici sono sotto gli occhi di tutti e non dovrebbero mai essere dimenticate. Diremo questo al mondo intero, perché tutti devono sapere.”

Kouchner “Dobbiamo opporci alle pratiche violente dell’occupazione turca

Bernard Kouchner, exMinistro degli Esteri francese, che sta partecipando al forum, ha fatto delle valutazioni sull’occupazione turca di Afrin e degli attacchi eseguiti in questa dimensione. Kouchner ha detto: “Dobbiamo opporci alle pratiche violente dell’occupazione turca. Dobbiamo chiederci il perché del silenzio rispetto a quello che stanno subendo i curdi. Il popolo del Rojava è importante per noi perché sta subendo violenza da vicini da ogni parte”.

Kouchner ha enfatizzato che tornato a casa lavorerà seriamente per assicurare la fine delle politiche omicide dello stato turco, degli esili forzati e del cambiamento demografico. Ricordando che stati come Russia, Iran e USA vogliono stabilire un dominio sul Medio Oriente, Kouchner ha detto che il popolo del Rojava è colpito direttamente dalle politiche su questo territorio. Kouchner ha detto di essere dalla parte di Afrin.

Testimonianze da Afrin raccontano i massacri al Forum Internazionale

Diversi testimoni dei massacri e delle violazioni compiute dallo stato turco e dai mercenari hanno raccontato le loro storie al Forum Internazionale sul Cambiamento Demografico e Pulizia Etnica di Afrin. Il Forum è iniziato domenica mattina ad Amude e ha visto partecipare di ospiti stranieri e locali.

I testimoni hanno raccontato di come l’invasore stato turco abbia attaccato Afrin con armi all’avanguardia di fronte a tutto il mondo, ma nonostante ciò non ci sia stata nessuna reazione da parte della comunità internazionale su questi crimini e la distruzione della città. L’attenzione è stata portata sui bombardamenti su tutte le aree, senza chiedersi se si stavano colpendo aree militari, o donne e bambini civili.

Uno dei testimoni ha detto che mentre stava lasciando Jindires gli aerei bombardavano l’area, e questo bombardamento ha portato alla morte del fratello e a molti famigliari feriti. Portati all’ospedale Avrin, anche l’ospedale venne bombardato.

I testimoni hanno sottolineato che un gran numero di bambini sono stato massacrati nei 58 giorni di attacchi che distrussero Afrin e altri villaggi. I curdi sono stati rimossi forzatamente dalle proprie case, ora occupate dai mercenari. La lingua curda è stata bandita, rendendo obbligatorie turco e arabo, contribuendo al cambiamento demografico di Afrin.

L’esercito turco e i mercenari alleati hanno reso prigionieri molti civili torturabfolu senza pietà, chiedendo riscatti per il loro rilascio. Nonostante tutti questi crimini eseguiti davanti agli occhi del mondo, la comunità internazionale è rimasta in silenzio. Quando l’esercito ha occupato effettivamente Afrin, le persone hanno sofferto terribili violazioni un’altra volta. Sono state costrette ad abbandonare le loro case e migrare a Shehba, mentre i mercenari saccheggiavano e vendevano le loro proprietà.

Una studentessa di quinta elementare ha detto che la sua scuola e la sua casa sono state bombardate, ed è stata costretta a fuggire mentre i mercenari si sono impossessati della casa della sua famiglia. Una donna ezida di nome Eyise, dal villaggio di Qebare, ha raccontato di come i villaggi, i siti religiosi e gli edifici siano stati distrutti, gli alberi tagliati. Ha anche confermato che i mercenari hanno rapito centinaia di civili e chiesto riscatti per il loro rilascio.

I relatori della sessione sono stati il Dr. Ehmed Durzi, la portavoce YPJ Nesrin Abdullah, lo scrittore francese Patrice Franceschi e il portavoce YPG Nuri Mehmud.

Portavoce YPJ: non abbiamo mai affrontato una guerra come questa

La portavoce YPJ ha sottolineato il ruolo della Turchia nella guerra. “La Turchia è stato il primo stato ad entrare in Siria attraverso il suo sostegno all’opposizione e cercando di manipolare il movimento democratico del popolo per soddisfare i suoi interessi”.

“Le parti stanno cercando di mappare il Medio Oriente in linea con il proprio interesse economico e politico”, ha detto la portavoce dell’YPJ Nesrin Abdullah, commentando gli sviluppi in Siria.Indicando che la Siria è nella terza guerra mondiale, Abdullah ha aggiunto che una guerra simile non è mai stata vista prima di ora rispetto allo scopo, metodo e contenuto.

Abdullah ha aggiunto: “Le forze che partecipano alla guerra siriana si sono radunate in questa terra. La guerra prende di mira tutte le componenti della società, specialmente donne e bambini. Milioni di persone sono state costrette a migrare, migliaia di persone sono scomparse e altre migliaia sono state uccise e ferite. L’infrastruttura regionale è in rovina. Secondo i rapporti ufficiali di centri di ricerca internazionali, il costo della demolizione raggiunge $ 400 miliardi”.

La portavoce YPJ ha sottolineato il ruolo della Turchia nella guerra. “La Turchia è stata la prima ad entrare in Siria attraverso il suo sostegno all’opposizione al regime e cercando di manipolare il movimento democratico del popolo per soddisfare i suoi interessi “. A volte, ha continuato Abdullah, la Turchia “si è presentata come difensore del popolo siriano e a volte ha cercato di ottenere qualcosa da alcuni Componenti siriani. Ha usato l’opposizione come uno strumento per i propri interessi. Alla fine, si è impegnata nella contrattazione politica con gli altri gruppi e Afrin è stata vittima della contrattazione politica”.

La Turchia ha violato la legge internazionale, ha affermato Abdullah “Afrin serve per continuare a perseguire la sua politica e per far rivivere il sogno ottomano. Azaz, Jarablus e Bab, sono stati invasi e i suoi occhi erano puntati anche su Aleppo. Dopo ha lanciato una grande battaglia con ogni sorta di armi pesanti, la Turchia ha invaso Afrin e ora minaccia di attaccare l’est dell’Eufrate.” Dal punto di vista politico, geografico e sociale della Turchia, Abdullah ha detto, è chiaro il motivo per cui cercano di aprire una nuova crisi. “In questo contesto la Turchia ha finalmente aperto un nuovo valico di frontiera nel distretto di Jinderes”.

Abdullah ha poi descritto i crimini di guerra dopo l’invasione ad Afrin. “Oltre ai crimini come uccisioni, torture, rapimenti e migrazione forzata, la struttura della società è cambiata ad Afrin”. Secondo il rapporto di 7 mesi preparato dalle istituzioni che si registrano i crimini contro l’umanità. Tra il 18 marzo e il 29 settembre 2018, 335 civili sono stati martirizzati, 729 civili sono stati feriti, 937 persone sono state rapite e 72 bambini hanno perso la vita a causa delle mine. Questo numero continua ad aumentare”.

Abdullah ha detto che questi crimini commessi dallo stato turco violano la legge internazionale. Ha anche detto che la Turchia sta usando i gruppi jihadisti ad Afrin. Abdullah ha ricordato che “il primo attacco è avvenuto nel villaggio di Qestel Cindo nel 2013. L’attacco al villaggio di Qestel Cindo è stato organizzato dal gruppo Liwa Asifet Al-Shimal della città di Azaz. Nel settembre dello stesso anno, DAESH ha lanciato un attacco completo contro i villaggi di Der Belut, Dewa e Celeme nella regione dei Jindires con l’aiuto dei gruppi affiliati all’islam della coalizione di opposizione siriana.

A giugno 2013, 14 gruppi armati, tra cui quello militare e dell’Assemblea rivoluzionaria Liwa Tewhid, Liwa Cund El Heremen, ISIS, Ahrar al-Sham, Liwa Eshab Al-Yemin, Liwa Yermuk, Liwa Ehrar al-Shiyux, Siqur al-Sham e al-Nusra. hanno circondato la regione. Ogni gruppo si è stanziato al confine e lo stato turco ha aperto il fuoco contro i civili che volevano

attraversare il confine. Secondo i rapporti preparati da organizzazioni per i diritti umani, oltre 200 civili hanno perso la vita al confine, fucilati da soldati turchi.

La portavoce YPJ ha detto che nonostante l’embargo prima dell’invasione turca, la regione di Afrin era la zona più sicura per i rifugiati che fuggivano dalle altre zone di guerra all’interno della Siria. “Persone provenienti da aree diverse, di diversa identità, lingua, cultura si sono riversate ad Afrin e hanno vissuto insieme alla popolazione locale in pace e rispetto reciproco “. Secondo i rapporti del Consiglio di Afrin sugli studi sociali più di 400.000 rifugiati, tra cui donne, bambini e anziani, hanno vissuto nelle case di Afrin e nel campo di Rubar dal 2014 e fino alla Occupazione turca. Gruppi terroristici sotto il comando dello stato turco stanno violando le regole e leggi internazionali, utilizzando tutti i tipi di armi e attacchi, sottolineando l’orribile condizione delle donne e ragazze, che sono state rapite, violentate e uccise dai mercenari.

I siti e gli edifici storici sono stati demoliti e la politica di turkificazione è imposta al fine di disumanizzare le persone e i loro siti oltre che portare avanti un genocidio culturale. Il nome originale di piazze, strade, insediamenti e villaggi è stato cambiato e sostituito da nomi turchi e arabi, ha detto Abdullah. “I materiali educativi turchi sono diventati obbligatori nelle scuole, -ha detto Abdullah- mentre l’educazione nella lingua materna è vietata e le bandiere turche sono appese negli edifici ufficiali. Le donne sono costrette a indossare il velo e i luoghi sacri, specialmente quelli degli Yazidi, sono stati distrutti “.

Abdullah ha sottolineato che questi crimini di guerra commessi dallo stato turco hanno avuto luogo davanti agli occhi del mondo e ha aggiunto: “Ma questa realtà non significa che le altre forze in Siria non commettano crimini, non violino diritti o addirittura non vogliono risolvere la crisi in Siria”. Nonostante questo, Abdullah ha detto di continuare ad essere solidali con le persone che sostengono la pace e la resistenza e ha ringraziato tutti coloro che hanno difeso la dignità dell’umanità.

“Non dimenticheremo mai il sostegno che ci ha dato il movimento delle donne del mondo. -ha detto- E’ diventato la nostra fonte spirituale di potere. Promettiamo una volta ancora: useremo tutte le nostre forze per garantire la libertà e la giustizia delle donne. Vorremmo ringraziarvi ancora una volta a nome di tutti i siriani del nord e come Donne YPJ e auguro a tutte il successo nella lotta per proteggere e difendere i valori dell’umanità”.

Franceschi: ci sono lezioni da imparare da Afrin

Lo scrittore francese Patrice Franceschi ha parlato al forum di Afrin e ha dichiarato che lo stato turco ha attaccato dopo essersi assicurato del silenzio internazionale. Franceschi ha detto: “Ci sono lezioni da apprendere da Afrin per la protezione della regione.” Lo scrittore Patrice Franceschi ha partecipato alla prima sessione della seconda giornata del Forum internazionale sul cambiamento demografico e la pulizia etnica di Afrin e ha parlato dell’invasione turca ad Afrin.

Franceschi ha sottolineato che l’obiettivo principale ad Afrin e in altre parti del mondo in cui accadono incidenti simili è quello di cambiare la struttura demografica e ha aggiunto che lo stato turco sta prendendo provvedimenti e sviluppando strategie per legittimare l’invasione ed evitare un intervento da parte delle potenze globali.

Lo scrittore francese ha dichiarato: “Lo stato turco voleva cambiare la struttura demografica per intimidire la popolazione di Afrin e abbassare il morale, perché non è riuscito a demoralizzare i combattenti.” Patrice Franceschi ha detto che lo stato turco sta compiendo massacri per non lasciare testimoni in alcune aree: “hanno creato paura e i civili sono terrorizzati. Queste pratiche vanno contro i diritti umani.” Franceschi ha detto che lo stato turco usa la pretesa che stanno combattendo gruppi di bande per evitare l’intervento straniero e legittimare i propri attacchi e ha sottolineato che attraverso questo metodo il regime di Ankara si è garantito il silenzio internazionale.

Franceschi ha detto: “Si può notare che nessuno dal mondo esterno sta reagendo agli attacchi. Posso affermarlo in base all’entità del loro dominio sulla regione: la Turchia ha limitatamente intimidito i civili in modo che non ritengano loro responsabili e attaccato i civili nelle vicinanze usando le bande.” Lo scrittore francese ha detto che il regime di Erdogan ha intrapreso una “guerra diplomatica” prima dell’invasione di Afrin e ha aggiunto: “L’obiettivo di questi attacchi era quello di indebolire il Rojava nell’arena diplomatica, poiché ciò avrebbe reso l’invasione più facile.” Franceschi ha aggiunto: “La Turchia ha quindi evitato di essere presa di mira anche dalla NATO, perché la Turchia è un membro della NATO. “Franceschi ha detto che lo stato turco ha piani a lungo termine che non si limitano solo ad Afrin e ha avvertito: “Ci sono lezioni da imparare da Afrin per la protezione di la Regione.”

Il Professor Christopher What, della British Columbia University School of Medicine, ha parlato della situazione nei campi profughi a Shehba. Il Professor What ha lavorato in un centro sanitario a Mosul e a Shengal tra il febbraio e il marzo 2017 e quindi ha confrontato la situazione attuale a Shehba con quella a Shengal e Mosul. Evidenziando che Afrin ha attraversato una profonda crisi umanitaria, What ha ricordato che secondo Heyva Sor a Kurd circa 300mila persone da Afrin sono state costrette a migrare a Shehba e che sia il regime turco sia quello siriano hanno effettivamente reso difficile raggiungere i rifugiati.

What ha rilevato che la situazione è chiaramente molto grave nella stagione invernale e insistito sul fatto che serve aumentare il numero di centri sanitari e di operatori addetti a Shehba.

Portavoce YPG: Turchia colpevole di crimini di guerra

Tra i relatori del Forum c’era anche il portavoce delle YPG, Nuri Mehmud. Ha fatto importanti dichiarazioni su Erdogan e le politiche del suo regime e ha condiviso documenti su crimini di guerra.Mehmud, ha ricordato che rappresentanti del Ministero degli Esteri turco avevano inviato una lettera all’ONU cercando di giustificare l’occupazione di Afrin in corso, dicendo che la città ‘costituisce la principale minaccia per la sicurezza nazionale della Turchia.’.

Affermando che la Turchi non ha fornito prove per giustificare che Afrin sarebbe una minaccia per la propria sicurezza nazionale, Mehmud ha detto:

1- Nessuna prova è stata presentata finora rispetto a violazioni de confine e il conflitto tra le due parti. In effetti il governo turco aveva costruito un muro alto 4 metri per proteggere la sicurezza nazionale del confine tra la Turchia e Afrin.

In aggiunta sono state posate mine lungo la linea di confine e sono state prese tutte le misure di sicurezza possibili sulla linea di confine con tecnologia militare avanzata per impedire che si verificasse qualsiasi conflitto. Noi crediamo che quando sopra prova che la Turchia ha effettivamente violato la legislazione internazionale.

2- Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, l’Unione Europea e tutte le organizzazioni e i trattati internazionali non avevano né garantito né autorizzato l’occupazione da parte dello Stato turco. Per questa ragione è evidente che lo Stato turco ha chiaramente violati leggi internazionali.”

La Turchia fa parte della NATO, ha ricordato Mehmud aggiungendo: “Il Presidente Erdogan e la sua squadra hanno usato la crisi dei profughi [europea] diverse volte come elemento di ricatto nei confronti dell’UE e di altri Paesi occidentali. E questi in cambio sono rimasti in silenzio quando si è trattato di Afrin. Erdogan e la sua squadra hanno portato avanti politiche sporche a fronte nonostante l’accordo della NATO. Tutte le armi pesanti con tecnologie avanzate della NATO sono state usate in questi attacchi. Per esempio abbiamo visto che ad Afrin sono stati usati carri armati tedeschi. Questa situazione è stata documentata da istituzioni internazionali e dai media e alla fine hanno portato a una crisi politica e morale all’interno della NATO.”

Erdogan e la sua squadra, ha detto Mehmud, “hanno fatto una propaganda religiosa, nazionalista e razzista molto pesante per conquistare consenso tra la popolazione turca.”Lo Stato turco ha usato e fatto affidamento su gruppi jihadisti per invadere e occupare Afrin, ha detto Mehmud.Il portavoce delle YPG ha detto: “Quello che i gruppi di mercenari sostenuti dalla Turchia hanno fatto ad Afrin è sotto gli occhi del mondo.” Mehmud ha aggiunto “questi gruppi sono tutti nelle liste delle organizzazioni terroristiche dell’ONU e della NATO”.

Dichiarazione finale del Forum Internazionale “Cambiamento Demografico e Pulizia Etnica di Afrin”

Il Forum Internazionale su “Cambiamento Demografico e Pulizia Etnica di Afrin” ha concluso i suoi lavori di tre giorni rilasciando una dichiarazione con una serie di raccomandazioni.

La dichiarazione è stata letta dal Dr. Farah Sabir, laureato in storia contemporanea, specializzato in questioni iraniane, turche e del Medio Oriente e docente all’università di Baghdad.

Il testo della dichiarazione:

Dopo l’occupazione di Afrin da parte della Turchia e dei mercenari, il Centro del Rojava per gli Studi Strategici con la partecipazione di una serie di centri di documentazione associazioni per i diritti umani ha documento le violazioni e i nomi delle vittime civili, dei martiri e delle lesioni causate dall’uso di gas tossici vietati a livello internazionale, così come la distruzione di case, villaggi e proprietà.

Inoltre ha documentato il bombardamento sistematico di operatori sanitari, enti pubblici e luoghi vitali come panifici, sistemi di acqua potabile, siti archeologici e convogli di solidarietà dal nord della Siria verso Afrin.

Lo Stato turco e i suoi mercenari, dopo la loro occupazione di Afrin hanno imposto una realtà di occupazione per annettere una parte di territorio siriano. Le autorità dell’occupazione e i loro mercenari continuano a commettere violazioni nei confronti degli abitanti originari della regione espellendoli con la forza attraverso sequestri, uccisioni, furto e saccheggio di proprietà, praticando politiche della storia ottomana con l’imposizione della lingua turca e cambiando i nomi dei villaggi e delle città, distruggendo monumenti che rappresentano l’identità della civiltà della regione nel senso di modificare la demografia sostituendo la popolazione secondo la politica della Turchia.

Tenendo presente il pericolo della politica di pulizia etnica e cambiamento demografico, alla luce del silenzio internazionale su quanto praticato dalle autorità dell’occupazione a Afrin e nel resto del territorio del nord della Siria, il centro è stato indotto a discutere e a convocare un forum internazionale per denunciare le pratiche dell’occupazione e le politiche contro i residenti di Afrin costretti alla fuga con la distruzione di case e la confisca di proprietà, l’imposizione di riscatti e violenze contro civili, per far sentire la voce della popolazione di Afrin all’opinione pubblica mondiale e le istituzioni internazionali per i diritti umani e documentare le pratiche dell’occupante turco e dei suoi mercenari e documentare queste pratiche inique nei confronti della popolazione di Afrin.

Il forum ha seguito diverse assi ragionamento politico, miliare, culturale, economico e relativo ai diritti umani. Si è discusso attraverso ricerche studi coinvolgendo accademici, intellettuali e esponenti politici che hanno esposto le loro opinioni sull’occupazione e le sue pratiche e modi di affrontare la situazione. La discussione ha coinvolto anche diversi esponenti da tutto il mondo che hanno partecipato in videoconferenza perché impossibilitati a essere presenti.

Dopo ampie discussioni sono state concordate una serie di raccomandazioni per spingere il livello politico, legale e mediatico a opporsi alle conseguenze dell’occupazione turca di Afrin e alle gravi conseguenze di questa invasione che contraddice tutte le norme della legalità internazionale e umanitarie.

Raccomandazioni 1-Organizzare forum e successive conferenze nei Paesi di peso a livello regionale e internazionale fino alla rimozione dell’occupazione da Afrin. Il Centro si è reso disponibile a contribuire a questi eventi.

2-Formare un comitato per dare seguito alle decisioni e raccomandazioni del forum in diverse giurisdizioni e nazionalità.

3- Costruire un centro per documentare le violazioni turche e le pratiche a Afrin.

4-Aumentare gli sforzi diplomatici rispetto a Afrin nelle organizzazioni ufficiali e non ufficiali e continuare a comunicare con i Paesi che svolgono attività decisionali rispetto alla Siria.

5-Creare un comitato legale per portare i casi nelle corti internazionali competenti e documentare violazioni da parte di organizzazioni per i diritti umani della Comunità Internazionale.

6-Costruire un centro informazioni con la missione di denunciare le violazioni da parte dello Stato turco attraverso diversi media.

7-Sostenere le procedure e le linee di azione che garantiscono il ritorno dei residenti di Afrin nel loro territorio attraverso ogni mezzo legittimo garantito dalla legalità internazionale e dalle convenzioni internazionali.

8-Fare appello al popolo curdo e al popolo siriano e a tutti i popoli amici perché intensifichino i loro sforzi attraverso vari eventi con l’obiettivo di liberare Afrin e proclamare una giornata mondiale di solidarietà con Afrin.

9-Chiedere una chiusura dello spazio aereo delle zone settentrionali della Siria per prevenire il ripetersi dell’esperienza di Afrin.

10-Documentare i nomi dei leader militari turchi e dei loro mercenari che hanno condotto una campagna di aggressione contro Afrin per portarli davanti alla giustizia internazionale.

11-Fare appello alle istituzioni internazionali e alle organizzazioni umanitarie per fornire il necessario e urgente sostegno ai profughi nel cantone di al-Shahba.

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