I.I.S. “SALUZZO-PLANA”, Alessandria per il Giorno della Memoria

Laboratorio cinematografico

I.I.S. “SALUZZO-PLANA”, Alessandria per il GIORNO DELLA MEMORIA

ricorda la vicenda di Sergio De Simone 

con il documentario

“sergio de simone

       napoli 29.11.1937  /

            amburgo, bullenhuser damm 20.4.1945”

Ø youtube officinema alessandria

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La vicenda
Nel novembre 1944, dieci bambine e dieci bambini – tra cui un italiano, Sergio De Simone –
furono prelevati dalla baracca 11 di Birkenau mediante una selezione condotta dal dottor Mengele in persona. Il 27 novembre partirono alla volta di Neuengamme, lager situato vicino ad Amburgo. Vi arrivarono il 29 novembre, giorno del compleanno di Sergio De Simone. In gennaio, il medico Kurt Heissmeyer iniziò i suoi esperimenti sui bambini; il dottore voleva inventare un vaccino per la tbc, per diventare famoso e fare carriera.
Il 20 aprile 1945 – all’ approssimarsi della disfatta tedesca – i venti bambini furono portati da Neuengamme ad Amburgo e, nella scuola di Bullenhuser Damm, impiccati “come quadri alla parete”, come dichiarerà nel 1946 uno degli assassini, Johann Frahm.
Il 18 marzo 1946, l’esercito inglese diede inizio al processo contro i quattordici responsabili del massacro dei 20 bambini, che si concluse con la loro condanna a morte per impiccagione il 3 maggio. Undici di loro furono giustiziati, altri tre rimasero impuniti.
Grazie a Günther Schwarberg, giornalista tedesco del settimanale “Stern”, il 20 aprile è diventato “Il Giorno del Ricordo” e nella scuola di Bullenhuser Damm ogni anno viene organizzata una cerimonia commemorativa in memoria di questi 20 bambini. Nella scuola, su una lapide posta in un giardino di rose bianche si legge: “Qui sosta in silenzio, ma quando ti allontani parla”.
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Sergio de Simone
Sergio de Simone era nato a Napoli il 29 novembre 1937.
Le leggi antiebraiche del 1938 e la partenza del padre Edoardo per la guerra indussero sua mamma Gisella a tornare nella casa di famiglia a Fiume.
Dapprima la vita sembrava scorrere serena, poi i bambini ebrei vennero espulsi dalle scuole e agli adulti fu impedito di lavorare. Un delatore segnò la condanna di Sergio, della sua mamma, della sua nonna, delle sue cuginette Andra e Tatiana e della loro mamma Mira: furono tutti deportati alla Risiera di San Sabba e da lì ad Auschwitz, con il convoglio 25T.
Era la notte del 29 marzo 1944 quando furono scaricati sulla rampa di Auschwitz-Birkenau. Con la prima selezione, nonna Rosa fu mandata a destra, caricata su un camion e spedita al gas. Mamma Mira con le bimbe Andra e Tatiana raggiunsero Birkenau a piedi insieme a Gisella e Sergio. Furono tutti tatuati. Mira da quel momento divenne il numero 76482, Andra il 76483, Tatiana il 76484, Gisella il numero 765516 e Sergio il numero A 179614.
Sergio e le cugine la stessa notte furono separati dalle loro mamme e spediti nella baracca dei bambini.
Il nome di Sergio appare in un raro referto medico datato 14 maggio 1944 e firmato dal dottor Josef Mengele, che riferisce di una visita che gli fecero alla gola. Si tratta di un importantissimo documento perché conferma la presenza dei “bambini di Bullenhuser Damm” nel campo di Birkenau.
Da quell’inferno Gisella tornò, tornarono anche la sorella Mira e le bimbe Andra e Tatiana.
Sergio no, lui non tornò. Fu sopraffatto dall’inganno perpetrato da Mengele una fredda mattina di novembre del 1944, quando entrò nella baracca dei bambini di Birkenau e disse: “Chi vuole vedere la mamma faccia un passo avanti”.
Sergio de Simone sarà uno dei 20 bambini assassinati a Bullenhuser Damm e commemorato con un giardino di rose bianche sorto a loro memoria nella stessa scuola, che oggi porta il nome del grande pedagogo polacco Janusz Korczak, morto a Treblinka insieme ai bambini dell’orfanotrofio che aveva istituito e dirigeva nel ghetto di Varsavia.
Su una lapide posta nel giardino di rose bianche si legge: “Qui sosta in silenzio, ma quando ti allontani parla”.
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Il documentario nasce dai Progetti ‘I luoghi della memoria’ dell’ Istituto ‘Saluzzo-Plana’ di Alessandria.
Ha la sua struttura fondamentale nella lettura – da parte delle allieve della 5° A Linguistico 2005/06 – di brani tratti da ‘Meglio non sapere’ (Laterza) di Titti Marrone, in cui l’ autrice rievoca la vicenda di Sergio De Simone.
A sovrapporsi alle parole delle studentesse, sono soprattutto le riprese effettuate nei viaggi di istruzione dei Progetti: nel 2005 a Trieste, alla Risiera di San Sabba (in cui transitò il piccolo Sergio, insieme ai familiari); nel 2006 al lager di Neuengamme e poi ad Amburgo, dove si è partecipato – il 20 aprile – a due cerimonie molto significative.
La prima, nella piazza di un quartiere della città tedesca, caratterizzata dai canti ebraici di molti bambini tedeschi (che accompagnano i titoli di coda); la seconda, nella scuola di Bullenhuser Damm, dove abbiamo potuto conoscere Gunther Schwarberg, il giornalista che ha avuto il merito di radicare nella memoria collettiva la vicenda dei bambini vittime delle assurde sperimentazioni di Kurt Heissmeyer.
A Bullenhuser Damm, nel pomeriggio del 20 aprile, venti bambini tedeschi hanno impersonato i venti bambini ebrei (provenienti, loro malgrado, da diversi paesi europei): il documentario si apre proprio con il ragazzo che rappresenta e ricorda la storia di Sergio De Simone.
Nella palestra della scuola, dove si è svolta la cerimonia, c’ era anche un violinista, Tobias Gunnemann, che ha suonato la melodia ‘Die Moorsoldaten’, che molti considerano l’ inno ufficiale della deportazione. E’ la musica che apre il documentario e che, in una ripresa centrale, ci accompagna nella cantina dove furono uccisi i bambini.
Con le riprese, si avvicendano fotografie, carte, cartoline, disegni di deportati, copertine e pagine di libri (tra cui quelli delle elementari degli anni ’30 del regime fascista).
Nel documentario anche la voce di Nedo Fiano, mentre riproduce alcuni comandi tedeschi (a lui ben familiari, nella sua deportazione), voce registrata nel corso della sua testimonianza al Teatro Comunale, in occasione delle iniziative per la ‘Giornata della Memoria 2007’ promosse dall’ Assessorato alla Cultura della Provincia di Alessandria.
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“sergio de simone,
napoli 29.11.1937 amburgo, bullenhuser damm 20.4.1945”
è stato anche proiettato a Napoli al Teatro Mercadante il 29 gennaio 2007, Giornata della Memoria, alla presenza di Mario De Simone, fratello di Sergio.
Nello stesso anno, il 20 aprile, è stato proiettato a Torino, nell’ambito della rassegna ‘Filmare la storia’, promossa dall’Archivio nazionale cinematografico della Resistenza.
Nel 2018, il 31 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, ancora a Torino al Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà.

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