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Attualità
Cominciamo a limitarci e a favorire un "riequilibrio"
Ass. "Salva Un Agnello"
 SalvaUnAgnello – La campagna per chi non può difendersi

"Salva Un Agnello".   Si parte dalla storia delle iniziative recenti per riprendere, anche quest'anno, un atteggiamento diverso nei confronti degli "esseri viventi" nostri 'compagni' su questa Terra.

Dal 2013 le nostre indagini hanno portato alla luce la triste realtà in cui vivono agnelli e capretti durante la Pasqua, convincendo 6 italiani su 10 a dire ‘no’ al consumo della loro carne durante queste feste. Unisciti a loro.


Pasqua 2017
In prossimità della Pasqua 2017 Animal Equality continua la sua campagna per fermare la sofferenza di agnelli e capretti, presentando uno scioccante video della durata di un minuto. Riassunto delle nostre investigazioni portate avanti dal 2013 fino ad ora, le quali mostrano cosa accade dietro le porte chiuse di allevamenti e macelli.

Natale 2014
In prossimità delle feste di fine 2014 Animal Equality non  ha fermato il suo lavoro sui retroscena del commercio di carne di agnello in Italia e ha lanciato un importante aggiornamento, grazie ad una nuova investigazione realizzata sui tremendi viaggi che gli agnelli devono sostenere prima di affrontare il loro triste destino nei macelli italiani.

L’obiettivo degli investigatori era ottenere più materiale possibile per poter mostrare all’opinione pubblica l’incredibile disagio psico-emotivo di questi animali, ammassati, tenuti senz’acqua, costretti a viaggi estenuanti dopo essere stati separati dalle loro madri. Intenti a documentare quello che accadeva, abbiamo dovuto prendere atto che a porre fine a tanta sofferenza possono essere solo i consumatori, attraverso scelte consapevoli. È possibile evitare tutto questo, prendendo coscienza di ciò che Animal Equality sta esponendo nei periodi di maggior consumo come Pasqua e Natale.  Il risultato delle immagini che abbiamo ottenuto è il passo concreto per cambiare veramente la realtà in cui si trovano questi cuccioli indifesi.ù

Il trasporto di agnelli dall’estero aumenta nei periodi di maggior consumo
, sfruttando una produzione che ha un costo nettamente inferiore rispetto a quella locale e nazionale. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un abbassamento consistente del traffico, grazie anche e soprattutto alla diminuzione del consumo da parte delle persone.

Gli investigatori hanno ottenuto immagini recenti delle condizioni di trasporto di diversi camion provenienti dall’Est Europa (Romania e Ungheria). In alcuni di questi casi i trasporti sono stati controllati dalla forze di polizia, intervenute tempestivamente su impulso degli investigatori di Animal Equality. Per ognuno dei camion filmati le autorità sono state allertate, descrivendo puntualmente le irregolarità osservate e relative alle condizioni di viaggio degli animali, e atteso il loro intervento per accertamenti ed eventuali sanzioni ai trasportatori, allevatori e proprietari dei macelli che commissionano simili carichi.  Tali dati non sono sostanzialmente cambiati nel 2015 e 2016.

Grazie al lavoro degli investigatori abbiamo rilevato che:

• Sono stati fermati camion che trasportavano fino ad oltre 700 agnelli in una volta, stipati su 4 piani.

• In media la maggior parte dei viaggi affrontati riguarda oltre 1.500 km.

• Trasporti di ben 30 ore in cui gli animali hanno viaggiato rinchiusi in un luogo mai visto prima, attraversando i confini di quattro paesi notte e giorno, senza sosta, in condizioni di stress inimmaginabili.

• Poca lettiera, con gli animali costretti a stare un giorno intero immersi negli escrementi.

• Niente acqua, come è stato constatato dalla immagini in cui gli animali spesso sono intenti a leccare o mordere le pareti e le sbarre dei rimorchi dei camion.

• Gli animali toccano spesso con la testa i soffitti, prendendo una posizione non naturale, con il rischio di continue percosse alla testa durante il viaggio.

• Alcuni degli agnelli filmati erano molto giovani, da latte. In tal caso i tempi di viaggio dovrebbero essere più corti e gli animali nutriti con del latte, cosa impossibile da fare per i trasportatori nell’ora prevista di pausa.

L’inchiesta di Animal Equality ha voluto porre l’accento sull’impatto emotivo che tutto questo ha sugli animali. Grazie ad un ottimo lavoro sotto copertura abbiamo inoltre ottenuto immagini inedite di ciò che accade prima di questi viaggi ai cuccioli appena nati, che subiscono il trauma della separazione dalle loro madri, degli improvvisi spostamenti e della spietata selezione degli allevatori. Quello della separazione di una madre dal proprio cucciolo è forse il peggior trauma che si possa immaginare. Ed è quello che negli allevamenti avviene puntualmente prima dei trasporti.

Grazie inoltre ad un intelligente espediente trovato dagli investigatori di Animal Equality abbiamo avuto la possibilità di salvare due agnelli, testimoni e superstiti delle investigazioni che finora abbiamo presentato. Timo e Zenzero sono due piccoli fortunati, che vivranno la loro vita al meglio, accuditi all’interno del rifugio The Green Place, che ospita animali salvati da situazioni analoghe. Timo e Zenzero saranno aiutati e sostenuti da Animal Equality che li seguirà nella loro vita, assieme agli operatori di The Green Place. Quest’ultima operazione racchiude una parte fondamentale del lavoro della nostra organizzazione, che intende offrire più occasioni possibili agli autentici ambasciatori dei tantissimi animali che i nostri investigatori incontrano quotidianamente.

Pasqua 2014 (con dati validi per i successivi 2015 e 2016)

Uno sconvolgente video, frutto di un’investigazione sotto copertura condotta con telecamere nascoste, svela tremendi atti di crudeltà e maltrattamenti perpetrati nei confronti di agnelli e capretti negli allevamenti e nei macelli italiani a ridosso della Pasqua 2014.

Immagini inedite, accompagnate dalla voce narrante dell’attrice Claudia Zanella, mostrano scene mai viste prima di reali abusi inflitti a cuccioli che, uccisi ad appena un mese di vita, sono destinati a diventare cibo “tradizionale” sulle tavole del nostro Paese, soprattutto nel periodo delle festività.

Le riprese mostrano una realtà terribile che, sebbene con numeri in costante diminuzione, coinvolge circa 3 milioni di agnelli e capretti. E’ questa, infatti, la cifra dei piccoli uccisi ogni anno in Italia per il consumo umano, tra quelli importati dall’Est Europa e quelli allevati in Italia. Questa cifra cresce se prendiamo in considerazione anche pecore, agnellotti e capre, e arriva a superare i 500.000 animali nelle sole settimane precedenti la Pasqua.

Animali stipati in spazi ristretti, senza ripari, in mezzo a rifiuti e rottami; pecore malate, lasciate per ore legate, allontanate dal gregge, senza alcuna cura veterinaria, in attesa della macellazione; agnelli troppo presto separati dalle loro madri, spesso affette da mastite e con le mammelle in necrosi: queste scene, documentate nell’investigazione, non sono che il preludio ad una fine tremendamente dolorosa, come dimostrano le immagini realizzate dagli attivisti.

In un allevamento prima del carico sul camion diretto al macello é stata nuovamente documentata la “pesatura”, una pratica controversa, cruenta e sulla quale la legge italiana non è molto chiara, durante la quale gli agnelli, terrorizzati, vengono legati, issati per i carpi (polsi) e pesati in gruppo. Si tratta di una modalità di contenimento molto dolorosa, che può portare lesioni come strappi muscolari e dei legamenti. Tale posizione é molto innaturale per questi animali e li induce a scalciare nel tentativo di trovare una postura meno stressante, con conseguente rischio di lesioni gravi come la lussazione della spalla o la frattura dei carpi.

All’interno dei macelli le riprese sono sconcertanti: capretti e agnelli terrorizzati, intrappolati nei tunnel che li condurranno verso i loro ultimi istanti di vita. Gli investigatori hanno ripreso le inadempienze dei lavoratori incapaci di stordire gli animali, ai quali viene recisa la gola in stato di coscienza mentre sono in preda al panico e al dolore.

Ma le segnalazioni risalgono a prima...

Pasqua 2013
Animal Equality per la prima volta in italia svela attraverso fotografie e filmati cosa accade agli agnelli in diversi allevamenti e macelli italiani, per più di un anno attivisti sotto copertura hanno filmato scene mai viste prima. Si tratta di immagini scioccanti e reali di quanto accade a questi cuccioli di appena un mese di vita, uccisi per diventare cibo ‘tradizionale’ sulle tavole degli italiani, anche e soprattutto in questo periodo prossimo alla Pasqua.

Le cifre degli agnelli uccisi ogni anno sono spaventose, un autentico massacro, Animal Equality vuole invitare l’opinione pubblica alla riflessione su quanto accade a questi giovanissimi animali: circa 4 milioni gli agnelli uccisi ogni anno in Italia per il consumo umano, tra quelli esportati dall’Est Europa (Romania prima di tutto) e quelli allevati in Italia. Questa cifra è superiore, se prendiamo in considerazione anche pecore, agnellotti e capre, che in questo periodo non vengono risparmiati meno degli agnelli. Sono quindi circa 800.000 gli animali uccisi in totale solo in questo periodo.

Animal Equality ha investigato filmando e fotografando, negli allevamenti e macelli italiani, scene di violenza diffuse e non casi isolati. Sono state raccolte immagini di un agnello lasciato morto per giorni all’aperto, in un recinto a contatto con altri agnelli e pecore, costituendo anche un grande rischio di contaminazione per tutti gli altri animali. L’agnello, in avanzato stato di decomposizione, non era evidentemente morto in giornata, bensì da diversi giorni. Gli attivisti hanno ripreso agnelli e pecore lasciati all’aperto rinchiusi per ore in spazi molto ristretti, costretti a calpestarsi per il nervosismo e lo stress. Abbiamo rinvenuto diversi agnelli lasciati senza cure veterinarie, in stato di ipotermia e in condizioni igienico-sanitarie pessime, in alcuni casi prossimi alla morte.

In un allevamento prima del carico sul camion diretto al macello è stata documentata la ‘pesatura’, una pratica ritenuta illegale in cui gli agnelli, terrorizzati vengono legati, issati per i carpi (polsi) e pesati in gruppi. Si tratta di una modalità di contenimento molto dolorosa, che può portare lesioni come strappi muscolari e dei legamenti. Tale posizione è molto innaturale per questi animali e li induce a scalciare, nel tentativo di trovare una postura meno stressante, con conseguente rischio di lesioni più gravi come la lussazione della spalla o la frattura dei carpi.

Negli allevamenti abbiamo raccolto immagini di pecore ammalate, separate dal gregge e in procinto di essere macellate illegalmente, altre affette da mastite e lasciate senza cure veterinarie. Gli addetti e gli allevatori in diversi casi maneggiano gli animali con assoluta noncuranza e con atteggiamento violento, prendendoli per il collo o trascinandoli da terra con veemenza e persino lanciandoli per caricarli sui camion.

Nei macelli la situazione è anche peggiore, in uno di questi, specializzato nella macellazione specifica dell’agnello, gli animali vengono radunati in recinti limitati da grate metalliche, molto stretti. Stressati e spaventati si ammassano l’uno su l’altro urlando e rimangono spesso impigliati nelle grate, ferendosi, nell’attesa di essere uccisi. Nei macelli investigati ed esposti pubblicamente, l’elettronarcosi (l’applicazione di corrente elettrica per stordire l’animale e renderlo incosciente) non viene utilizzata correttamente, è evidente dalle immagini che gli animali non vengono storditi del tutto e al momento dello sgozzamento sono ancora coscienti di cosa gli stia accadendo, scalciano e si dimenano fino alla morte che sopraggiunge per dissanguamento. Alla luce di queste testimonianze raccolte, Animal Equality denuncia pubblicamente all’opinione pubblica la crudeltà inflitta agli agnelli, non di un caso isolato, ma la ripetuta realtà dei fatti.

A che punto siamo?
Il 2014, grazie alla campagna “Salva Un Agnello” (replicata nel 2015 e nel 2016), ha segnato l’ottenimento di un risultato molto importante: per la prima volta nella storia recente del nostro Paese, la maggioranza degli italiani non ha portato in tavola la carne di agnello durante la Pasqua. Sono state 6 su 10 le famiglie che hanno scelto di non consumare la carne di questi cuccioli in occasione delle ultime feste. Nel 2013 si era registrato una diminuzione della richiesta pari al 40%. Nel 2014 rispetto alla Pasqua 2013, il dato si è rafforzato: le vendite sono andate giù di un ulteriore 8%, come ha rilevato Federconsumatori. Si tratta, in termini assoluti, di decine e decine di migliaia di cuccioli che non hanno dovuto affrontare una breve esistenza costellata di enormi sofferenze e crudeltà inimmaginabili (dato tendenziale ripetuto nei due anni successivi).

Un contributo sostanziale al raggiungimento di questi risultati, che confermano come anche in Italia si stia diffondendo una nuova consapevolezza sulle conseguenze delle proprie scelte alimentari, sicuramente grazie anche a questa campagna di Animal Equality partita a marzo del 2013 e volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla reale sofferenza degli agnelli e capretti negli allevamenti e nei macelli presenti sul nostro territorio nazionale.

Sebbene la sofferenza per questi animali non sia limitata soltanto al periodo precedente alla Pasqua, è in tale periodo e in quello di Natale che il consumo incrementa notevolmente. La nostra organizzazione vuole cogliere momenti così particolari, e di maggiore attenzione nei confronti delle celebrazioni tradizionali, per ricordare che è possibile mettere fine a pratiche crudeli nei confronti di cuccioli ancora non svezzati, e di poco più di un mese di vita.

La campagna #SalvaUnAgnello intende suscitare attenzione nell’opinione pubblica sul consumo di carne di agnello e capretto, coinvolgendo attivamente le persone con una corretta informazione sul tema e chiedendo l’impegno concreto a non consumarla, riconsiderando l’utilizzo di qualsiasi prodotto di origine animale.

Rilasceremo costantemente nuovo materiale video che permetterà di illustrare cosa accade a questi cuccioli e cosa non viene volutamente mostrato dall’industria ovino-caprina, che miete ogni anno circa 3 milioni di vittime tra agnelli, capretti e pecore.

Dove è possibile e necessario la nostra organizzazione porterà avanti denunce e azioni legali grazie al materiale audio e video raccolto.

 

 

http://salvaunagnello.com/la-campagna/

15/04/2017 19:54:54
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