 |
Prefazione
MEMORIE STORICHE
DELLA
CITTÀ E MARCHESATO
DI CEVA
DELL'ARCIPRETE
GIOVANNI OLIVERO
CEVA , 1858
presso GARRONE TEONESTO
legatore di libri
PREFAZIONE (1)
Correva l'anno 1826, ed era...
|
 |
Introduzione alle opere
Capisco che trovarsi di colpo una mole di pagine come quelle contenute nella sezione "Ceva e Mombasiglio" possa sconcertare qualsiasi lettore. Dunque, vado a spiegare.
Tempo fa, girellando sul web per cercare...
|
 |
Ceva - Capo I
CAPO I
Antichità di Ceva
Parlando delle antichità di Ceva sarebbe pregio dell'opera il tener discorso pur anche degli antichi popoli che abitarono queste contrade, quali furono i Liguri,...
|
 |
Ceva - Capo II
CAPO II
Descrizione di Ceva antica
Fra i descrittori dell'antica Ceva, citeremo in primo luogo Monsignor Francesco Agostino Della Chiesa, il quale nella sua opera intitolata relazione del Piemonte stampata...
|
 |
Ceva - Capo III
Capo III
Ceva moderna
Chi si fa per poco a considerare la Ceva Moderna ridotta alla condizione d'un semplice Municipio, e d'una ristretta giudicatura è costretto a deplorarne l'attuale sua...
|
 |
Ceva - Capo IV
CAPO IV
Origine del Marchesato
Non si può parlare dell'origine del Marchesato di Ceva senza risalire al celebre Aleramo, sul di cui conto tanto si disputò, tanto si scrisse e...
|
 |
Ceva - Capo V
Capo V
Aleramo in Ferrania
Fioriva l'Abazìa di Ferrania nel Medio Evo, dal marchese Bonifacio dotata di ricche possessioni come si dirà in appresso, situata sui confini territoriali di Cairo,...
|
 |
Ceva - Capo VI
CAPO VI
Diploma di Ottone I a favore di Aleramo
Prima di continuare la genealogia d'Aleramo è di tutta importanza che si conosca il celebre diploma d'Ottone Imperatore a favore...
|
 |
Ceva - Capo VII
Capo VII
Seguita la genealogia d'Aleramo
Van d'accordo l'abate Sclavo ed il Moriondo nel dire che tre furono i figliuoli di Aleramo, cioè Guglielmo II, Anselmo I e Oddone I,...
|
 |
Ceva - Capo VIII
CAPO VIII
Genealogia dei marchesi di Ceva
La genealogia di casa Ceva presenta non poche difficoltà come sperimentarono i più dotti ed esperti raccoglitori di cose patrie. Sulla scorta però...
|
 |
Ceva - Capo IX
CAPO IX
Segue la cronologia di casa Ceva secondo il Moriondo ed altri
Il teologo Gio. Batt. Moriondo nella parte seconda della sua opera intitolata Monumenta Acquensia compilò due tavole...
|
 |
Ceva - Capo X
CAPO X
Varii dominii ai quali soggiacque Ceva ed il suo Marchesato dal 1226 in poi
Il Marchesato di Ceva, salvo la dipendenza dovuta alla somma podestà dell'Impero, fu soggetto...
|
 |
Ceva - Capo XI
CAPO XI
Cacciata dei Milanesi da Ceva
La notte delli 9 alli 10 di gennaio 1356 s'accostarono a Ceva i signori Confederati per la cacciata dei Milanesi. Si trovarono al...
|
 |
Ceva - Capo XII
CAPO XII
Ceva sotto il dominio del Marchese di Monferrato, dei Milanesi, di Francia, dell' Impero e di Savoia
Dopo questi sì generosi fatti il marchese di Ceva,...
|
 |
Ceva - Capo XIII
CAPO XIII
La Zecca
Come tant'altre città d'Italia ebbe anche Ceva nei bassi tempi l'importante diritto di coniar monete. Se ne valsero i suoi primi Marchesi come viene irrefragabilmente provato...
|
 |
Ceva - Capo XIV
CAPO XIV
S t a t u t i
1. Parte.
Gli Statuti più antichi di Ceva che si conoscano hanno la data del mese di giugno indizione decima 1357....
|
 |
Ceva - Capo XV
CAPO XV
Statuti
II. Parte
Giunti al capitolo intitolato De causis, troviamo una specie di codice di procedura di polizia, e di bandi campestri; si prescrivono i termini per far...
|
 |
Ceva - Capo XVI
CAPO XVI
Innondazioni ed altri disastri
La situazione topografica di Ceva non può a meno che renderla soggetta a frequenti e funeste innondazioni. Il Tanaro e la Cevetta sono i...
|
 |
Ceva - Capo XVII
CAPO XVII
Altri Disastri
Non furono le sole innondazioni che infestarono la Città di Ceva, ma andò assoggetta a ben altri non meno deplorabili disastri. La peste del 1348, citata...
|
 |
Ceva - Capo XVIII
CAPO XVIII
Uomini Illustri
La città di Ceva si onora di molti personaggi che si distinsero nella carriera Ecclesiastica, nella toga, nelle ottime discipline, e nella carriera civile e militare....
|
 |
Ceva - Capo XIX
CAPO XIX
Vescovi del XV e XVI secolo.
1. Aleramo Ceva figlio di Bonifacio, consignore di Garessio e di Ormea, secondo il professore Sclavo, ed il Dizionario Casalis fu vescovo...
|
 |
Ceva - Capo XX
CAPO XX
Vescovi del secolo XVII e XVIII
1° Giuseppe figlio di Filiberto de’ Marchesi di Ceva, consignori di Garessio, fu eletto e preconizzato il 12 maggio 1614 Vescovo della...
|
 |
Ceva - Capo XXI
CAPO XXI
Cevesi illustri per pietà e per dottrina in materie ecclesiastiche.
1. Roberto Ceva. Nel 1315 moriva in Assisi Roberto Ceva figlio di Guido dei marchesi di Ceva e...
|
 |
Ceva - Capo XXII
CAPO XXII
Segue degli uomini di Chiesa.
1. Alberto Ceva.
Il marchese Alberto Ceva figlio di Agamennone, dei marchesi di Ceva e Signori di Sale, Priero e Castelnuovo, ultimo di...
|
 |
Ceva - Capo XXIII
CAPO XXIII
Cevesi illustri nella Magistratura e nelle lettere
Acquistarono fama d’uomini versati nella giurisprudenza un Francesco Mina, senatore nel 1587, e Atanasio Sala valente giurista, ed elegante scrittor latino,...
|
 |
Ceva - Capo XXIV
CAPO XXIV
Celebri Guerrieri
Ci tocca ora di far menzione dei cittadini di Ceva che si distinsero nella carriera militare, ma duole che siansi di loro conservate sì poche memorie....
|
 |
Ceva - Capo XXV
CAPO XXV
Delle famiglie Pallavicini e Sauli.
Colla morte dell’abate Celestino Ceva di Lesegno canonico penitenziere di questa collegiata, avvenuta li 27 dicembre 1845, figlio del fu marchese Gio. Giacomo...
|
 |
Ceva - Capo XXVI
CAPO XXVI
Laureati.
Non vi è chi non sappia che la città di Mondovì ebbe il privilegio di possedere per lo spazio di circa 157 anni una celebre Università per...
|
 |
Ceva - Capo XXVII
CAPO XXVII
Carlo Marenco.
Eccoci finalmente giunti al punto di poter pagar un tributo d’amicizia e d’omaggio alla memoria sempre cara e non mai peritura del tragico di Ceva Carlo...
|
 |
Ceva - Capo XXVIII
CAPO XXVIII
Dell’ Arcipretura
Dell’arcipretura di questa città che porta il titolo di santa Maria del Castello, non si conosce l’origine, ma non può a meno d’essere antichissima ed anteriore...
|
 |
Ceva - Capo XXIX
CAPO XXIX
Della Collegiata e della sua prima soppressione.
Non vi è dubbio che fra le più antiche collegiate del Piemonte debbasi annoverare quella di Ceva, uno dei principali ornamenti...
|
 |
Ceva - Capo XXX
CAPO XXX
Canonicato di S. Andrea.
La storia di questo canonicato appartiene in modo particolare alla storia di Ceva, e riescono interessanti le memorie che di esso si conservano, di...
|
 |
Ceva - Capo XXXI
CAPO XXXI
Canonicato Dalmazzone e Fabbriceria.
All’epoca del succitato imperiale decreto di soppressione trovavasi già vacante il canonicato dei santi Francesco e Ludovico di patronato laico della famiglia Dalmazzone per...
|
 |
Ceva - Capo XXXII
CAPO XXXII
Ripristinazione della Collegiata.
Ritornato il Re di Sardegna al possesso dei sui Stati di terraferma fu sollecita la civica amministrazione di Ceva, nel far ricorso al Regio Trono,...
|
 |
Ceva - Capo XXXIII
CAPO XXXIII
Seconda soppressione della Collegiata.
Riavutasi quest’antica Collegiata dal colpo mortale che le fece per tanti anni menar una vita così precaria, qual si fu quella della soppressione francese,...
|
 |
Ceva - Capo XXXIV
CAPO XXXIV
Di Santa Maria del Castello ossia antico Duomo di Ceva.
Non si conosce più dove precisamente si trovasse l’antica chiesa collegiata del castello. Le più sicure memorie che...
|
 |
Ceva - Capo XXXV
CAPO XXXV
Della nuova chiesa, ossia Duomo attuale
L’antica chiesa collegiata come si vede dalla succitata relazione di visita pastorale, e relativi decreti, minacciando rovina fu costretta la civica...
|
 |
Ceva - Capo XXXVI
CAPO XXXVI
Chiesa dell’Arciconfraternita di S. Maria e S. Catterina.
Dopo la chiesa collegiata, altra non ve n’è sul territorio di Ceva che superi in magnificenza la nuova chiesa dell’arciconfraternita...
|
 |
Ceva - Capo XXXVII
CAPO XXXVII
Cappella e Confreria dello Spirito Santo.
Le più sicure memorie di questa Cappella e Confreria si conservarono nella già altre volte citata visita pastorale di monsignor Peruzzi e...
|
 |
Ceva - Capo XXXVIII
CAPO XXXVIII
Cappella di S. Carlo, del Crocifisso e di S.a Libera.
Questa Cappella situata in Valgelata, può ripetere la sua origine dalla beatificazione del grande Arcivescovo di Milano,...
|
 |
Ceva - Capo XXXIX
CAPO XXXIX
Cappelle fuori della città.
1a Chiesa della Consolata. Nel sito ove sorge attualmente questa chiesa su d’un muro attiguo alla fontana detta della Gottrosa eravi dipinta una immagine...
|
 |
Ceva - Capo XL
CAPO XL
Conventi.
La pietà degli antichi Cevesi innalzò in varii tempi case religiose ad ornamento della loro Città, e a bene spirituale del divoto popolo. Sarà pregio dell’opera darne...
|
 |
Ceva - Capo XLI
CAPO XLI
Convento di S. Agostino.
Nell’anno 1473 il rev. Padre Giovanni Battista Poggio Genovese, personaggio di gran merito e di santità di vita, fondatore della congregazione detta dal suo...
|
 |
Ceva - Capo XLI
CAPO XLI
Convento di S. Agostino.
Nell’anno 1473 il rev. Padre Giovanni Battista Poggio Genovese, personaggio di gran merito e di santità di vita, fondatore della congregazione detta dal suo...
|
 |
Ceva - Capo XLII
CAPO XLII
Convento dei Cappuccini.
Dopo aver parlato di conventi di cui più non esistono che rovine e reminiscenze, e che erano pure un gran lustro per la città di...
|
 |
Ceva - Capo XLIII
CAPO XLIII
Monastero della Visitazione.
Anche un monastero di sacre vergini e sante vedove serviva ne’ tempi andati di speciale ornamento a questa città. Nel 1666 certa suor Lucia da...
|
 |
Ceva - Capo XLIV
CAPO XLIV
Chiese secondarie più non esistenti.
Dopo aver descritte le Chiese di Ceva attualmente uffiziate sembra non fuor di proposito che si dia un cenno di quelle che più...
|
 |
Ceva - Capo XLIV
CAPO XLIV
Chiese secondarie più non esistenti.
Dopo aver descritte le Chiese di Ceva attualmente uffiziate sembra non fuor di proposito che si dia un cenno di quelle che più...
|
 |
Ceva - Capo XLV
CAPO XLV
Ospedale degl’Infermi.
Le memorie più antiche che si conservino dell’Ospedale degl’infermi si ricavano da un legato ad esso fatto di venti scudi Romani dai Fratelli Antonio e Giorgio...
|
 |
Ceva - Capo XLVI
CAPO XLVI
Separazione dell’Ospedale dall’Arciconfraternita di Santa Maria.
Da tempo immemorabile le due confraternite di S. Maria e S. Catterina amministravano i redditi destinati al ricovero e mantenimento dei poveri...
|
 |
Ceva - Capo XLVII
CAPO XLVII
Orfanotrofio.
Il signor cavaliere Francesco Amedeo Derossi, in cui si estinse una delle famiglie patrizie di Ceva, con suo testamento delli 17 dicembre 1779 rogato Carrara, e monsignor...
|
 |
Ceva - Capo XLVIII
CAPO XLVIII
Altre opere di beneficenza.
Dopo l’ospedale e l’orfanotrofio l’opera più importante di Ceva è quella denominata Pio Istituto per le scuole. Il Sacerdote D. Agostino Borgognone Cevese, con...
|
 |
Ceva - Capo XLIX
CAPO XLIX
Della Fortezza.
La fortezza di Ceva che dava a questa città non poca importanza, e ne formava uno dei più belli ornamenti, torreggiava sulla scoscesa rocca che sta...
|
 |
Ceva - Capo L
CAPO L
Il Forte di Ceva dal 1794 alla demolizione del medesimo.
MASSENA
Impadronitesi le truppe francesi del forte d’Ormea nella primavera del 1794, lo spavento e la desolazione si...
|
 |
Ceva - Capo LI
CAPO LI
Il Conte Bruno di Tornafort. (1)
Avutasi notizia di quest’intelligenza se ne fece sollecito rapporto al Ministro della Guerra, marchese Fontana di Cravanzana. Era governatore del forte il...
|
 |
Ceva - Capo LII
CAPO LII
I Generali Rusca e Fiorella.
In questi giorni il Generale Rusca nativo della Briga e comandante un corpo d’armata francese, dopo una breve fermata a Bardinetto ed alle...
|
 |
Ceva - Capo LIII
CAPO LIII
Napoleone Bonaparte.
Napoleone Bonaparte partì di Parigi il 21 marzo 1796. Egli aveva già bello e fatto il suo disegno di guerra, ed era risoluto di calare in...
|
 |
Ceva - Capo LIV
CAPO LIV
Napoleone in Cherasco.
In seguito alle vittorie riportate dai repubblicani al campo trincierato della Pedagiera e Testanera per difesa di Ceva, alla bicocca di S. Michele, ed al...
|
 |
Ceva - Capo LV
CAPO LV
Vittorio Amedeo III, ed il suo Ministro Marchese di Cravanzana.
L’infausta tregua di Cherasco, che fu per Ceva il principio di fatale decadenza, rende interessante la memoria...
|
 |
Ceva - Capo LVI
CAPO LVI
Il Generale Miollis.
Il Generale Miollis portator degli ordini e Regio e Napoleonico della resa del forte fu pure destinato a comandante della città, e prese alloggio in...
|
 |
Ceva - Capo LVII
CAPO LVII
Simulacro di M. V. Addolorata trasportato dal forte alla Collegiata.
In questi giorni il conte di S. Giorgio aiutante di campo del governatore suo padre, diede una prova...
|
 |
Ceva - Capo LVIII
CAPO LVIII
Imposizioni e saccheggi.
Quel giorno istesso in cui con tanto tripudio si festeggiò l’albero della libertà, sull’imbrunir della sera giunse un dragone da Cherasco portatore d’ordini pressanti pel...
|
 |
Ceva - Capo LIX
CAPO LIX
Rinnovazione dell’Amministrazione Civica ed arresto dell’attuaro Sito.
Occupata la cittadella di Torino da Brune per parte del Direttorio di Francia e quindi da Jaubert le città di Novara,...
|
 |
Ceva - Capo LX
CAPO LX
Il forte di Ceva tolto ai francesi dalla forza armata.
Nel mese di marzo 1799 incominciaron a correr voci che s’avanzava verso il Piemonte una forte armata Austro-Russa...
|
 |
Ceva - Capo LXI
CAPO LXI
Il generale Grouchì. Il Proclama di Moreau e la fiera di Priero.
Occupata la fortezza dal capitano austriaco Schmelzem, come si disse sopra, per aver gente pratica del...
|
 |
Ceva - Capo LXII
CAPO LXII
Ultime vicende del 1799.
A misura che i francesi andavano occupando la valle del Tanaro, e quella della Bormida lo spavento invadeva gli abitanti di quei paesi, che...
|
 |
Ceva - Capo LXIII
CAPO LXIII
Distruzione del forte.
La sorte della fortezza di Ceva che per oltre due secoli resistette agli attacchi di nemiche falangi, che cadde nelle mani dei francesi in forza...
|
 |
Ceva - Capo LXIV
CAPO LXIV
Repubblica Cisalpina e l’Impero Francese.
Dopo le guerre Napoleoniche si trovò il Piemonte in pessime condizioni, non valse la nuova Cisalpina repubblica concertatasi in Lione dai comizi italiani,...
|
 |
Ceva - Capo LXV
CAPO LXV
Pio VII in Ceva.
Un avvenimento memorando per Ceva fu certamente la fermata che vi fece il sommo Pontefice Pio VII, li 16 agosto 1809. Non sarà discaro...
|
 |
Luoghi del Marchesato
Paesi sui quali estendevasi la giurisdizione marchionale di Ceva.
BAGNASCO. Paese di considerazione, con una popolazione di 2m anime è situato in un’amena e fertile pianura sulla sponda sinistra del...
|
 |
Mombasiglio - Presentazione Statuti
Statuti e Carte di Franchigia di Mombasiglio
Il Centro Culturale Mombasiglio si propone di approfondire la ricerca sulla storia e la cultura locale attraverso la produzione di materiale che apra...
|
 |
Mombasiglio - Introduzione Statuti
Gli Statuti di Mombasiglio
Mombasiglio, la sua gente, la vita sociale ed economica di quei lontani secoli emergono, ad una attenta lettura, dagli Statuti redatti nel 1331. Già è possibile...
|
 |
Mombasiglio - Statuti 1-20
IESSUS
Hec sunt capitula et usanzie facta, et facte per dominos Aymerichum et Iohannem marchiones Ceve dominos Montisbaxili et per homines dicti locii et per eos firmata et firmate. Que...
|
 |
Mombasiglio - Statuti 21-40
De non ludendo ad aliquem ludum
Item statutum est quod aliquis non concedat, mutuet, seu credat pecuniam seu res, seu vitualia, ad ludum taxilorum, seu tabulerium, seu ad aliquem ludum,...
|
 |
Mombasiglio - Statuti 41-60
De noctariis curie
Item statutum est et ordinatum quod noctarius curie, vel pro eo existens, non possit capere de interrogationibus nisi vianenses II ad ponendum in libro, et de quolibet...
|
 |
Mombasiglio - Statuti 61-80
De hiis qui solvere non poterint debitum
Item statutum est quod si quis debuerit dare alicui solidos XX vel ultra et solvere non poterit, personaliter capiatur et deptineatur per dominum...
|
 |
Mombasiglio - Statuti 81-100
De extimis
Item statutum et ordinatum est quod, de bonis et rebus debitorum, detur creditoribus, de rebus mobilibus, denariata pro denario, tam pro quocomque debito in solutum sive in extimum,...
|
 |
Mombasiglio - Statuti 101-120
De ordioriis inquirendis
Item statutum est quod potestas seu rector teneatur, omni anno, inquirere cum extimatoribus dicti locii Montisbaxili, ordioria, tam pannorum quam tellarum, et ipsa ordioria facere teneri iusta...
|
 |
Mombasiglio - Statuti 121-140
De dampno dato in pratis cum bestiis grossis
Item statutum est quod si bos, vacha, equus, iumentum, mullus vel mulla intraverit et dampnum dederit in alienum pratum postquam prata erunt...
|
 |
Mombasiglio - Statuti 141-160
De non capiendo fenum alienum
Item statutum est quod si quis ceperit fenum alienum in tectis vel in metis alienis solvat bannum solidorum V, de die, et totidem pro emenda,...
|
 |
Mombasiglio - Statuti 161-180
De alienis arboribus fructiferis non incidendis
Item statutum est quod si quis inciserit ex toto alienam arborem de quercu, de nucibus, de pirris et pomis fructum ferentem solvat bannum, pro...
|
 |
Mombasiglio - Statuti 181-200
De arboribus salvaticis non incidendis
Item statutum est quod si quis erradicaverit, incisserit, succiserit vel vastaverit seu combuxerit alienam arborem salvaticam alevatam, nesciente domino cuius erit, solvat bampnum solidorum II...
|
 |
Mombasiglio - Statuti 201-fine
De provisione contra pretendentes sibi franchisias et libertates
Item statuerunt et ordinaverunt quod nullus qui habitet vel venerit ad habitandum in ipso loco possit sibi pretendere aliquam libertatem et ipsa...
|
 |
Mombasiglio - Carte di franchigia
Carte di franchigia di Mombasiglio
I.
Bonifacio ed Oddonino fratelli, conmarchesi di Ceva e consignori di Mombasiglio, concedono al comune ed all’università degli uomini di Mombasiglio l’immunità da ogni roida,...
|
|
| |
|
|
|
|
| Per
mandare osservazioni, commenti, contributi, interventi e in
generale per comunicare con noi cliccate qui: associazione@cittafutura.al.it |
 |
|
MEMORIE STORICHE
DELLA
CITTÀ E MARCHESATO
DI CEVA
DELL'ARCIPRETE
GIOVANNI OLIVERO
CEVA , 1858
presso GARRONE TEONESTO
legatore di libri
PREFAZIONE (1)
Correva l'anno 1826, ed era vacante l'Arcipretura di Ceva per la rinunzia fattane li 31 dicembre 1824 dall'Arciprete D. Gio. Antonio Randone da Garessio, Sacerdote di molti meriti, ma di salute cagionevole, e di una fibra sensibilissima, a segno tale, che al menomo fragor di tuono anche lontano, veniva assalito da si forte contrazione di nervi, che non era più capace del menomo uffizio del suo ministero.
In due successivi concorsi non si potè provvedere d'Arciprete la vedova collegiata. Chiamato io a farne parte chiesi d'esserne dispensato perchè era mio intento di laurearmi in Teologia, al quale oggetto eranmi già state assegnate le dissertazioni, su cui doveva prepararmi, dal dottor collegiato Teologo Bruno, da Murazzano. Vi si aggiungeva pure un motivo di delicatezza, ed era che l'Arciprete Randone mi aveva chiesto a suo coadiutore, ed io lo ringraziai dell'offertomi onore, con dire che non mi sentiva in forza da accettare un si delicato incarico oltre l'altro motivo sovra esposto. Ma alla fine Monsignor di Monale di sempre cara e venerata memoria mi fece un espresso comando di assumerne il regime, e mi fu forza di obbedire.
A questo punto, sebben mi conoscessi indegno di un tanto onore, sentii svegliarsi in me un sentimento d'orgoglio, al pensar che sarei diventato Arciprete della Capitale dell'antico e nobilissimo Marchesato di Ceva. Ne presi possesso il 22 ottobre di detto anno 1826, accompagnato dall'esimio Arciprete della Cattedrale di Mondovì e Vicario generale Teologo Gio. Battista Bongioanni, di cui ero Vicecurato, e dall'egregio signor Canonico D. Pio Forzani di Mondovì, ora Vescovo degnissimo della Diocesi di Vigevano.
Il mio ingresso fu festeggiato nel modo il più splendido e cortese che dir si possa da ogni classe di cittadini. Perciò mi vi affezionai in tal guisa che tutto mi diventò interessante quanto aveva qualche rapporto col bene, e colla gloria di questa celebre città, e della di lei insigne ed antica Collegiata.
I più ragguardevoli fra i cittadini cevesi mi onorarono di loro benevolenza, ed entrai in intime relazioni d'amicizia col sig. Conte Ludovico Sauli d'Igliano, e col sig. Carlo Marenco, che sono di tanto splendore alla Patria terra.
Nel corso di oltre sei lustri ebbi campo a far raccolta delle memorie più interessanti di questa Città. Pervennero a mie mani i manoscritti di D. Sclavo di Lesegno, del sig. D. Pio Bocca, del sig. Gio. Battista Sito, e di altri scrittori di cose patrie. Gli archivii parrocchiali mi somministrarono non pochi documenti, e colla scorta del S. Giorgio, del Guichenon, di Monsignor Della Chiesa, del Durandi, del Moriondo, del Grassi, ed altri scrittori di storie piemontesi, mi riuscì a poco a poco di mettere assieme una discreta raccolta di memorie cevesi, che sotto il nome di Memorie storiche di Ceva offro in omaggio di riconoscenza ai miei dilettissimi Parrocchiani.
Conosco abbastanza l'imperfezione di questo mio lavoro, e se non può meritare il nome di storia, meriterà sempre quello di coscienziosa raccolta, che potrà servire a più dotto scrittore onde compilare una storia più degna del pubblico di quello ch'esser possa la mia.
Per mancanza di autentiche scritture e di più copiose notizie, non si potè compilare una continuata narrazione delle vicende di Ceva, e si dovette dividere questo lavoro in varie partizioni che comprendono le cose più interessanti, quali sono l'antichità di Ceva, la sua descrizione antica e moderna, l'origine del suo Marchesato, e la genealogia de' suoi marchesi, degli uomini illustri che l'onorarono, delle chiese, conventi ed opere pie, e della fortezza, dalla sua erezione sino alla sua demolizione fatta dai Francesi.
Lettor cortese, se questa mia qualunque siasi fatica, riuscirà di tuo gradimento sarò largamente compensato di quanto mi riuscì di fare; se poi ti fai ad esaminar questo scritto con occhio di critica un po' severa vi scoprirai tanti difetti da condannarlo all'oblìo; ma sappi che le continue occupazioni parrocchiali, la penuria di documenti, ed il poco esercizio nello scrivere non mi permisero di fare di più. Io non aspiro a celebrità di sorta, pago di poter dare un contrassegno di ossequiosa riconoscenza ad una città che pel corso di tanti anni diede continue prove del suo sincero attaccamento alla mia povera persona.
Gradisci il mio buon volere e vivi felice.
__________________________
(1) Il Priore Antonio Bosio dottore in teologia incaricato dall'amico autore di rivedere le stampe, per secondarne l'intenzione si permise di fare qualche aggiunta e correzione, che fatta avrebbe l'autore, se la morte non lo rapiva ai vivi ed alla riconoscenza de' suoi cittadini pochi giorni dopo avere spedito il manoscritto per farlo stampare: ma ohimè! Dio dispose altrimenti. Son certo tuttavia che quella bell'anima sorriderà dal cielo vedendo adempiuto questo suo ultimo desiderio, come pegno dell'affetto suo lasciato alla sua cara Ceva. Mi sia lecito di quì riprodurre alcuni cenni sul compianto Arciprete D. Giovanni Olivero, che già scrissi nel Campanile delli 2 febbraio 1858. Nato esso ai 17 di gennaio 1796 in Mondovì, percorse con lode il tirocinio ecclesiastico, sicchè da vicecurato di quella cattedrale, fu chiamato all'arcipretura e canonicato di Ceva, della quale, con plauso di tutti, prese possesso ai 22 di ottobre 1826. Non è a dire quanto lavorò nel suo pastorale ministero, indefesso nell'amministrazione dei Sacramenti, nell'assistenza ai malati, nel predicare la divina parola, nel consolare e consigliare chi a lui non invano ricorreva, nel sollevare insomma i bisogni di tutti. La sua affabilità nel trattare, la sua illimitata ospitalità lo renderono amato e riverito da tutti, e la memoria delle sue esimie virtù durerà ad esempio anche della popolazione ventura. Fu presidente dell'amministrazione dell'ospedale e dell'ospizio, prefetto delle scuole e delegato della riforma degli studi. Dopo lunga e penosa malattia da lui sostenuta con quella rassegnazione cristiana, che agli altri raccomandava, passò a prendere il premio delle sue fatiche nella vigna del Signore ai 24 dello scorso gennaio, spirando nel letto stesso ove riposò il santo pontefice Pio VI quando passò per Ceva, e lasciando immersi nel dolore i suoi parrocchiani ed i suoi nipoti ex frate, che privi del loro padre, come tale lo riguardavano. Siccome divoti e spontanei furono i Tridui fatti dal clero secolare e regolare coll'intervento ARCI confraternita in un coi ricoverati nell'ospizio, onde implorare la guarigione, così magnifici e sinceri furono i funerali con immenso concorso della popolazione. Non fu sepolto nel duomo, ma nella nuova chiesa rurale di S.Bernardino eretta colla maggior parte delle sue elargizioni. Oltre alla suddetta necrologia posta nel Campanile, e riprodotta nell'Apologista del 10 febbraio; si leggano nell'Armonia del 29 gennaio cenni necrologici scritti dal suo caro ed infaticabile vicecurato il degno canonico di quell'insigne ed antichissima Collegiata Carlo Testanera, il quale nel dì trigesimo del transito ne reciterà le lodi e metterà in luce una vita così esemplare, disinteressata, modesta, benemerita e laboriosa quale si fu quella dell'arciprete D.Olivero: il chiarissimo conte Ludovico Sauli d'Igliano cevese, come amico del trapassato disse calde parole che si leggono nella Gazzetta Piemontese delli 3 febbraio 1858.
(25/2/2008)
|
|