Ricordiamo tutti e tutte il professore di Scuola media, vera pietra miliare di Castelnuovo Scrivia, fra la fine degli anni Ottanta e la metà degli anni Novanta dello scorso secolo a Palazzo Centurione a Castelnuovo Scrivia, in tutta la bassa Valle Scrivia, a Tortona, ad Alessandria, a novi, a Serravalle, a Genova eccetera a perorare la causa dei no TAV (tratta Genova – Milano) per i motivi che già allora si manifestavano. Intrusioni mafiose, appalti truccati, scomparsa di documenti, lievitazione di prezzi, cambi di destinazione dell’opera, abbreviamento e cambi di percorso dell’opera stessa. Il tutto condito da una acquiescenza della Politica , sia locale che nazionale, che non può che essere motivo di forte preoccupazione. Ora, leggere il suo forte richiamo, non fa che confermarci nelle nostre perplessità. E pensare che il movimento ambientalista, almeno in una sua parte (ad esempio in pro Natura Alessandria) era interessato a capire quale tipo di proposta ferroviaria si volesse mettere in atto. Arrivando anche a suggerire l’utilizzo di una nuova stazione nel tortonese per agevolare le linee ad alta velocità da e per Genova e, negli snodi, permettere una evoluzione logica delle linee verso Bologna e Torino e non solo verso Milano. Ora tutto si ferma… Ma leggiamo, prima, cosa ci dice Antonello…
…
“Il terzo valico Genova-Milano va a rilento. Se ne parlò le prime volte nel 1992.
Ora si scommette sulla fine del 2026, ma, a distanza di una quarantina d’anni, si accenna alla conclusione del 2030.
Il costo è salito a ben 10 mila miliardi di euro con uno stanziamento di 2,2 miliardi da parte di quest’ultimo anno di governo. Ora i cittadini ne pagheranno i costi che erano ben lontani quando Berlusconi versò 15 anni fa il primo assegno per il primo lotto.
Una delle due talpe di scavo è bloccata, con il timore che lo smontaggio provochi il crollo del fronte.
Molti gli sprechi progettuali ed economici, gli errori di valutazione e gli atti di corruzione da parte dell’ex Co.civ.
In particolare i problemi di sicurezza per la doppia galleria di 27 chilometri partita da Radimero nel 2017. Notevole la presenza di amianto e la necessità di smaltimento.
Le rocce si sono rivelate friabili, con forte presenza di grisou e rischio di esplosioni. Si è dovuto demolire tutti i conci di cemento all’interno, non più consoni al tipo di roccia. Le centine cedono al peso delle montagne.
L’assessore ligure Edoardo Rixi, viceministro delle Infrastrutture, ha dichiarato ufficialmente che l’opera subirà ritardi che potrebbero finalizzarne la conclusione per il 2030.”
Mah…. Chi vivrà vedrà…


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