Arbitrio e libertà

“Vorrei essere libero come un uomo
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
E che trova questo spazio
Solamente nella sua democrazia”
La libertà, testo di Alessandro Luporini e Giorgio Gaber

Stando alla voce del Vocabolario Treccani on-line, il termine «Arbitrio» indicherebbe la “Capacità di scelta nell’operare e nel giudicare”, mentre in filosofia, libero arbitrio è “la facoltà attribuita all’uomo di autodeterminarsi con la sola volontà, senza essere necessitato da sollecitazioni esteriori di qualsiasi genere o da inclinazioni interne”. La Costituzione Italiana, all’art. 2 recita: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. Inoltre: “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza” (art. 16). Ne segue che il concetto di libertà non coincide con il libero arbitrio, in quanto la libertà individuale trova un limite nella libertà altrui. Inoltre, non v’è dubbio che il Passaporto vaccinale sia perfettamente compatibile con il dettato costituzionale.

Non volendo addentrarmi in una disciplina che conosco solo superficialmente, mi limiterò a rammentare quanto prescrive la nostra Costituzione all’art. 41, quello che regola l’iniziativa privata: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”. Inoltre, l’art. 32 stabilisce che: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”. Di conseguenza, non solo la vaccinazione potrebbe essere imposta per legge, ma non v’è dubbio che coloro che rifiutano di sottoporsi alla vaccinazione anti Covid-19 esercitino una scelta di libero arbitrio avverso alla libertà altrui, mettendo nel contempo a rischio la libera iniziativa privata.

Da “economista dissenziente”, vorrei poi sottolineare come l’imposizione del “passaporto verde”, che limita l’accesso ad alcuni servizi a chi non è vaccinato, non costituisca affatto una limitazione della libertà per coloro che non intendono vaccinarsi. La loro scelta, infatti, appartiene al libero arbitrio, scelta che oltre a mettere a rischio la libera iniziativa privata, si ritorce talvolta contro coloro che, liberamente, scelgono di non vaccinarsi.[1] Infine, come dimostrano le statistiche, sovente sono proprio questi ultimi a sopportarne maggiormente le conseguenze.

Stupisce, quindi, il dibattito strumentale fiorito attorno alla presa di posizione di Giorgio Agamben e Massimo Cacciari (quest’ultimo, a mia conoscenza, solitamente molto attento alle questioni semantiche): due filosofi ai quali pare essere sfuggita la discussione, in atto nell’ambito stesso della filosofia teoretica,[2] sulla Teoria del nudge (“pungolo” in italiano), meglio nota come “Teoria della spinta gentile” fiorita nel contesto del filone di pensiero dell’economia comportamentale, una teoria che, tra l’altro, ha valso il Premio Nobel 2017 per l’Economia[3] all’economista statunitense Richard Thaler.[4]

Quanto al dibattito sulla “dittatura sanitaria”, e diversamente da quanto sostengono Agamben e Cacciari, per i quali “La discriminazione di una categoria di persone, che diventano automaticamente cittadini di serie B, è di per sé un fatto gravissimo, le cui conseguenze possono essere drammatiche per la vita democratica”, il “passaporto verde” è una misura di politica economica nella forma di una “spinta gentile” volta a favorire la vaccinazione della maggior parte della popolazione. Tutto ciò, senza nel contempo imporre alcun obbligo a coloro che, esercitando un loro libero arbitrio, non intendano sottoporvisi.

In conclusione, più della pandemia, che grazie ai vaccini messi rapidamente a disposizione dalla ricerca scientifica degli ultimi dieci-quindici anni, nonché agli studi e alle sperimentazioni su altri virus, può essere contrastata, mi preoccuperei maggiormente, con lo sguardo rivolto alla future generazioni, della irreversibilità del danno provocato sul clima dalle attività antropiche. Messo in evidenza già a partire dal Rapporto del Club di Roma del 1972, trattasi di un danno provocato dall’uomo (e non da un virus), che è stato (politicamente) ignorato al solo scopo di non contrastare ben noti interessi economici.

Rammento in proposito quanto ebbe a scrivere Carlo M. Cipolla in un libro pubblicato negli Stati Uniti nel 1962 (uscito quattro anni dopo nell’edizione italiana): “Se l’umanità non farà uno sforzo enorme per auto-educarsi, non si può escludere completamente la possibilità che la Rivoluzione Industriale possa rivelarsi infine una calamità disastrosa per la specie umana”. [5]

A fronte delle migrazioni epocali che saranno indotte dai cambiamenti climatici in atto – basti pensare al danno provocato all’atmosfera terrestre dagli incendi che stanno devastando i boschi e le foreste non solo nei paesi del Mediterraneo, ma persino in Canada, in Siberia e in tutto il mondo -, la possibilità di riuscire a contrastare con i “respingimenti” i flussi migratori provocati dal riscaldamento globale ha la stessa efficacia di controllare gli incendi con fucili e pistole ad acqua.

La Salle, 17 agosto 2021

di Bruno Soro

  1. è di qualche giorno fa il servizio (un’intera pagina del quotidiano La Stampa di martedì 21 luglio), di Niccolò Zancan sulla morte, in seguito all’infezione da Covid-19 di uno dei No-Vax italiani più famosi all’estero, l’esperto di marketing Marco De Veglia, avvenuta nella sua casa di Miami in Florida, per il quale “Il virus (era) solo una bugia”.
  2. In campo filosofico, una critica alla Teoria del Paternalismo libertario è contenuta nel volume di Matteo Galletti, ricercatore di Filosofia morale presso il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze e di Silvia Vida, docente di Filosofia del diritto presso il Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università degli Studi di Bologna, Libertà vigilata. Una critica al paternalismo libertario. IF Press, Roma 2018.
  3. Per coloro che lo ignorassero sottolineo come il Premio Nobel per l’Economia non sia un vero e proprio Premio Nobel, bensì un premio istituito dalla Banca di Svezia per le scienze economiche in memoria di Alfred Nobel.
  4. La Teoria del nudge ha avuto un certo successo anche in Italia, grazie alla traduzione del libro di R. H. Thaler, C. R. Sunstein, La spinta gentile, Feltrinelli, Milano, 2009.
  5. C. M. Cipolla, “Uomini, tecniche, economie”, Feltrinelli, 1966, p. 135. Mi sia consentito di citare un mio saggio, scritto in onore dell’amico e collega professor Franco Praussello: “Italia, Europa, Mondo. Liber amicorum di Franco Praussello, a cura di L. Gandullia, D. Preda, G.B. Varnier, Franco Angeli, Milano 2013 pagine 158-176,

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