Salvini e i coronabond

In momenti così difficili, quando l’angoscia del male incombente di una epidemia insidiosa e mortale in non pochi casi, quando l’incombere di una crisi economica disastrosa offusca i nostri orizzonti, come una luna finalmente splendente nel cielo ci illumina intellettualmente il nostro Matteo Salvini. Proprio oggi, 8 aprile, non ci lascia assopiti nei nostri torpori culturali, ma con scatto di tigre dichiara: – Lo dicevo anche ad Attilio Fontana: non arriveranno soldi dall’Europa e dallo Stato? Rimbocchiamoci le maniche come Lombardia. Abbiamo un bilancio molto più sano dello Stato centrale, pensiamo all’emissione di buoni di risparmio di Regione Lombardia per aiutare le famiglie lombarde. Se non ci aiutano da Bruxelles, non possiamo far morire di fame o di virus la nostra gente-. Tutto questa potenza di pensiero, che ci annichilisce, è stata espressa durante una trasmissione di Telelombardia. La proposta è più grave di quanto non si creda, anche se non seria.

Un titolo di del debito lombardo sarebbe un atto che farebbe fare un salto notevole alle autonomie regionali nel nostro sgangherato e per certi versi farsesco federalismo agli spaghetti; lo Stato sarebbe in diretta concorrenza sui mercati dei titoli con un ente o membro del proprio corpo, proprio in un momento in cui per vincere le resistenze dei miopi paesi del Nord Europa ci vorrebbe unità politica del paese, almeno su alcuni temi, e non la vana rincorsa di chi cerca di salvarsi a danno degli altri. E stupisce, inoltre, la noncuranza con la quale il leader di un partito, che da regionalista, un tempo, oggi si vuole nazionale, cambi idea su temi così qualificanti per l’identità e la qualità della proposta di un partito come si cambia abito passando dalla mattina alla sera. Forse se nella sua Lombardia i suoi compagni di partito, ( o forse devo dire amici, o più accuratamente ‘brancata di amici’), avessero con più attenzione seguito il principio di salvare i cittadini dal virus piuttosto che provare a non disturbare i vari spezzoni dormienti della sanità privata, e se il ‘Governatore’ Fontana avesse risparmiato le sue corde vocali inutilmente protese a sgolarsi contro il governo, oggi avremmo qualche morto in meno e una unità politica degna di questo nome, atta a rinforzare le strutture pubbliche.

Ma ovviamente, per il ‘Capitano nostro’ non può essere così. Meglio rintanarsi a cura del proprio gucciardiniano ‘particulare’ e sperare che i buoni di risparmio di Regione Lombardia siano garantiti dalla novella e solvibilissima ‘Banca della Polenta’! Tanto si sa quest’ultima stampa roba gialla come l’oro!

Alessandria  8-04-20                                                             Filippo Orlando

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