Alessandria Smistamento: è importante iniziare

In un articolo de La Stampa del 20/02/2020 si da notizia delle esternazioni dell’ex sindaco di Novi Rocchino Muliere. Continuando la sua battaglia per il rilancio dello scalo di Novi S. Bovo, legittima per un novese, ma sicuramente campanilistica e un pochino malevola nei confronti del capoluogo della Provincia. Le rivalità ferroviarie hanno una lunga storia. Quando lo Smistamento

Il Piccolo 11/09/68

di Alessandria fu ammodernato, alla fine degli anni ’60, avrebbe dovuto assorbire anche il traffico di Novi S. Bovo. Ma lo scalo novese fu mantenuto in funzione in quanto organizzativamente dipendente dal compartimento ferroviario di Genova che aveva interesse a non perdere “peso” con la chiusura di San Bovo.

Ho già fatto le mie considerazioni sull’eliminazione del “passante” ferroviario (vedi articolo Shunt Novi ) (vedi anche[1]). Certo un sindaco, almeno per interessi elettorali, può anche sostenere una visione “parrocchiale” del trasporto ferroviario ma, come già detto, è francamente incomprensibile che, la Giunta della Regione Piemonte, per accontentare un sindaco organico alla maggioranza del momento, abbia autorizzato l’eliminazione dello “shunt” di Novi impoverendo l’infrastruttura ferroviaria con un danno non solo per gli alessandrini ma per tutta la Regione. Riparare all’errore non sarà facile; RFI non ha nessuna intenzione di rimettere soldi per rifare la linea secondo il progetto iniziale. Anche chi non conosce in modo approfondito la realtà ferroviaria può, con una semplice occhiata a “google maps”, rendersi conto che non c’è paragone fra le potenzialità di Alessandria Smistamento e Novi S. Bovo.

Questo significa che San Bovo deve chiudere? Assolutamente no. Se ci sono imprenditori che ritengono di poter gestire con profitto un attività di logistica facciano arrivare i treni, movimentino le merci realizzando i giusti profitti per i loro investimenti. Ma non deve esistere una politica dei trasporti che per privilegiare una zona penalizza le altre senza fare valutazioni di interesse generale inserendo invece tra i criteri di scelta parametri di appartenenza politica.

Una buona notizia per Alessandria è la decisione della Regione Piemonte, come sembra abbia intenzione di fare anche la Regione Liguria, di rientrare in SLALA.

La cosa da fare al più presto è incontrare RFI per far reinserire tra le opere del terzo valico lo shunt di Novi, ripristinare la funzionalità degli impianti di Alessandria Smistamento per permettere che vengano svolte le funzioni di scomposizione e ricomposizione di treni, cosa che non richiede il funzionamento della sella di lancio, non necessaria se non per flussi di traffico che nell’immediato non sono facilmente ipotizzabili. Anche questa attività limitata apporterà qualche beneficio all’economia della città.

La nascita delle attività più propriamente legate alla logistica, che richiedono tempi di progettazione e realizzazione più lunghi, seguiranno gradualmente, quasi indispensabile corollario dell’aumento del traffico ferroviario.

  1. A proposito dello SHUNT di Novi Ligure http://www.cittafutura.al.it/sito/proposito-dello-shunt-novi-ligure/

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